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Gano, "i' duro di San Frediano", è un personaggio reso celebre dalla trasmissione radiofonica "Il Grillo Canterino", andata in onda negli anni '60 su Radio Firenze. Gano era rappresentato come un bullo di quartiere, un individuo vanesio e spaccone tuttavia finiva spesso per essere messo in ridicolo. L'espressione "fare i' Gano" è diventata parte del linguaggio colloquiale fiorentino, con il significato di comportarsi in modo spavaldo o esagerare nelle maniere. La battuta con cui concludeva le sue apparizioni, "Largo donne... passa Gano... i' duro di San Frediano", è diventata un vero e proprio marchio di fabbrica del personaggio e ha contribuito a rendere Gano un'icona dell'immaginario fiorentino.
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Le ragazze di San Frediano, rese celebri dal romanzo di Vasco Pratolini e immortalate sul grande schermo da Valerio Zurlini, trovano una scherzosa citazione anche ne 'La Lallera', uno dei più noti successi del grande chansonnier fiorentino, Riccardo Marasco. Il brano descrive la vita amorosa delle ragazze dei vari quartieri di Firenze. I versi del ritornello "E dammi la lallera si fa il trallallero, si fa il trallallero-llero-lallà " invitano a vivere l'intimità con gioia e allegria e godere appieno dei momenti amorosi. Il tono giocoso e spensierato della canzone celebra la spontaneità e l'autenticità della ragazze fiorentine, tra cui quelle di San Frediano.
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Sul finire del XVII secolo, il "Granaio dell'Abbondanza" situato in San Frediano abbandonò la sua originaria destinazione d'uso per essere adibito a caserma. Secondo una leggenda, i Cavalieri dell'Ordine di Santo Stefano, che per primi vi si insediarono, fecero una scoperta sorprendente: una camera nascosta contenente bottiglie di vino affinate in gran segreto dai cistercensi del vicino monastero. Queste bottiglie, conosciute come "la Riserva d'i' Granaio", divennero il vino servito alla tavola dei degli ufficiali che si sono succeduti nella caserma fino ai giorni nostri, divenendo simbolo di prestigio e raffinatezza.
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Situato appena fuori Porta San Frediano, "L'Universale" era un leggendario cinema d'essai di Firenze noto per la sua atmosfera vivace e coinvolgente, che lo aveva reso il punto di ritrovo per un'appassionata comunità di spettatori. Protagonista di uno spettacolo nello spettacolo era infatti il pubblico, sempre pronto a rumoreggiare vociando in modo irriverente e caustico. Venne coniata qui l'incitazione "Abburracciugagnene!" rivolta a Marlon Brando durante la proiezione dell'iconica scena del burro in "Ultimo Tango a Parigi". Memorabile infine l'episodio dell'ingresso in sala di una Vespa, che si fece largo tra le poltroncine scatenando l'entuasismo dei presenti.